Residori Gioielleria
Residori Gioielleria

Rubino pietra minerale

Rubino pietra minerale

Rubino pietra minerale

Spettro di assorbimento del rubino

Lo spettro di assorbimento del rubino minerale presenta particolari caratteristiche. Nella zona del rosso dello spettro a 694, 693 nm appaiono due tipiche linee doppie di fluorescenza intense, luminose, effetto che va collegate agli effetti di fluorescenza ai raggi ultravioletti che mostrano i rubini. Nella zona dell'aranciato a 668 e 659 nm si notano due deboli linee; un'ampia, forte banda di assorbimento, centrata a 550 nm, si estende dal giallo al verde (quasi totalmente); nel blu a 475 e 476 nm si notano due distinte linee doppie seguite da altra debole a 468 nm. Nell'indaco e nel violetto l'assorbimento è intenso.

Densità Rubino

La densità è contenuta nei valori estremi del corindone e cioè: da 3,90 a 4,10. Specificamente il rubino si aggira sempre intorno a 3,99--4,02 (4,03 in quelli della Russia). Qualche autore cita, per i rubini della Thailandia, valori tra 4,20 e 4,28. Personalmente non ho mai riscontrato tali dati e sono perciò del parere che la densità non può essere di aiuto per la determinazione della provenienza. I rubini della Thailandia hanno effettivamente valori un poco elevati, ma intorno a 4,02. I rubini di tinta chiara hanno densità intorno a 3,97--3,99. In quelli della citata provenienza della Jugoslavia, le impurità fanno scendere la densità tra 3,80-3,85.

Indice di rifrazione del rubino

I rubini cristallizzano nel sistema romboedrico e sono perciò birifrangenti uniassici. L'indice di rifrazione è pure contenuto nei valori estremi del corindone e cioè tra 1,767 e 1,772 per il raggio ordinario (m) e tra 1,759 e 1,763 per quello straordinario (e). Questi valori sono riferiti alla luce gialla del sodio. In genere i rubini di tinta chiara hanno indici che si riferiscono ai valori più bassi. Si può aggiungere che valori bassi di densità si accompagnano con valori bassi di indice di rifrazione, e valori alti di densità con valori alti di indice di rifrazione.

Pleocroismo

Nel rubino è sensibile e si nota maggiormente in quelli fortemente colorati. Osservando un cristallo naturale di rubino di forma prismatica basale, attraverso la sua base, questo appare rosso intenso e osservato in senso normale alla base, appare notevolmente più chiaro. Nei rubini del sud-Africa, generalmente, il dicroismo si rivela con pallido bruno-rosso e rosso-violaceo intenso. Del pleocroismo si tiene grande conto nel taglio dei rubini in modo da conservare alla pietra la migliore colorazione.

Durezza e sfaldatura

La durezza nei rubini corrisponde a 9 della scala di Mohs come tutti i corindoni; anche la durezza subisce una lieve diminuzione nei rubini chiari. La sfaldatura manca e la frattura è concoide, salvo una pseudo sfaldatura nei rubini che presentano geminazione poli sintetica lamellare.

Azione del riscaldamento

Il colore dei rubini è molto stabile, infatti non viene pregiudicato minimamente anche se le pietre vengono sottoposte a varie azioni fisiche. Alcuni autori asseriscono che i rubini sottoposti a forte riscaldamento mutano di colore, diventano quasi incolori, ma riprendono il loro primitivo colore con il raffreddamento.

Raggi X e Fluorescenza

È noto come i rubini sottoposti all'azione dei raggi X divengano luminescenti. Con anticatodo di molibdeno, nel rubino birmano, si inizia una fluorescenza appena percettibile a circa 18-20 000 volt ed a 2 milliampere, che diviene sempre più forte sino a fortissima, luminosa come carbone acceso quando si raggiungono 40 000 volt e 20 milliampere. In qualche rubino della Thailandia esaminato, tale fluorescenza si inizia oltre i dati sopra citati e non raggiunge, a 40 000 volt e 20 milliampere, la forte luminosità dei precedenti birmani.

Produzione

Il rubino è sempre stata una gemma piuttosto rara, per cui la produzione mondiale non è mai stata molto forte ed è in conseguenza di tale scarsa produzione che i rubini sono considerati di alto valore. La regione di maggiore importanza è sempre quella delle miniere di Mogok. Dall'Africa del Sud proviene oggi abbastanza buon materiale.

Lavorazione e taglio del rubino

Essendo i giacimenti nella maggior parte di natura alluvionale, il rubino si trova frammisto ad altri materiali detritici. Il materiale contenente le pietre preziose viene lavato con i soliti metodi. Il taglio dei rubini viene generalmente effettuato in due tempi. La pietra subisce un primo taglio nei luoghi di origine e l'operazione viene effettuata con criteri tali da perdere il minor peso possibile. Si ottiene con polvere di diamante e la politura con la polvere medesima del rubino. Generalmente vengono poi nuovamente lavorate in Europa, specie in Germania ed in Svizzera. Le forme di taglio sono molto varie e intese sì a mantenere il criterio di minor perdita peso. Soprattutto a farne risaltare la migliore colorazione. Il taglio a gradini e quello a superficie curva sono i più usati.

Usi tecnici

Quando i rubini, per la mancanza dei requisiti necessari, non sono usati come gemme, vengono adoperati specialmente nella fabbricazione di cuscinetti per orologi e per apparecchi di precisione. La notevole durezza dei rubini è di grande importanza. Usati come sostegni sui quali girano ed appoggiano gli assi degli apparecchi, riducendo il coefficiente di attrito, inoltre sono molto resistenti.

Valore

I rubini di bel colore, trasparenti e quasi privi di inclusioni sono generalmente di piccole dimensioni, cioè del peso difficilmente superiore a 2--3 carati e sono da considerarsi gemme rare. Pietre di peso superiore ed aventi i suddetti requisiti sono rarissime. Vi sono in commercio alcuni rubini del peso di circa 6-7 e sino a 10-12 carati. Facilmente sono difettosi o di brutto colore. È possibile anche trovare sul mercato dei rubini molto belli, perfetti e di peso notevole. In questo caso però il prezzo non ha limiti.