Estrazione diamanti
Estrazione
La scoperta dei grandi giacimenti diamantiferi
Nell'estrazione dei diamanti l'India è stato l'unico produttore di diamanti fino al 18° secolo; tranne un'unica eccezione tutti i depositi indiani sono secondari, in quanto nella maggior parte dei casi i depositi primari originali non possono più essere rintracciati.
Generalmente parlando i depositi indiani si trovano lungo i corsi d'acqua di piccole o di medie dimensioni, specialmente lungo i fiumi interni, vicino a Jaipur o nelle zone vicine a Madras, Bangalore e Hyderabad; tutti questi fiumi confluiscono nel Golfo del Bengala.
Nel corso dei secoli molti depositi secondari si sono spostati a causa del movimento delle acque e di conseguenza molte antiche descrizioni dei depositi indiani non sono più così attendibili. Anche le vallate fluviali piene di diamanti descritte da Tavernier nei suoi diari, attualmente non esistono più; tutti questi giacimenti "storici" che non possono più essere rintracciati con sicurezza vengono definiti "depositi non confermati".
Attualmente esistono solo cinque giacimenti noti lungo le sponde dei fiumi; quattro si trovano nella regione attorno a Hyederabad, mentre il quinto è localizzato lungo il Ken, un emissario del Gange.
Questo ultimo giacimento venne individuato come camino diamantifero nel 1949 e attualmente è l'unico giacimento primario in India. Si suppone che nei 2000 anni di estrazione i depositi indiani abbiano fornito circa 12 milioni di carati.
Oggi la produzione indiana è minima e di poca importanza.
Nel 1725 alcuni ciottoli luminosi provenienti dal Brasile raggiunsero Lisbona provenivano dallo stato brasiliano di Minas Gerais ed erano stati accidentalmente estratti da un ricercatore d'oro che, come i suoi colleghi, continuava a trovare questo particolare tipo di pietra con alto peso specifico, nelle batee che utilizzava per estrarre l'oro.
Gli esperti di Lisbona identificarono i ciottoli come diamanti, scoprendo quelli che furono i giacimenti diamantiferi più ricchi di quegli anni; già dal 1727, solo due anni dopo, navi cariche di diamanti navigavano regolarmente tra il Brasile e il Portogallo.
L'otto Febbraio del 1730 un decreto reale impose ai giacimenti brasiliani, che erano proprietà della corona Portoghese, un controllo militare più severo.
Nei decenni che seguirono, proprio mentre i depositi indiani cominciavano ad esaurirsi, il Brasile continuò a produrre grandi quantitativi di diamanti, assumendo la posizione dominante che fino a qualche anno prima era stata dell'India.
Nel corso degli anni vennero scoperti nuovi giacimenti e al giorno d'oggi si conoscono quattro grandi e importanti gruppi di depositi. Il primo, e tuttora più importante, gruppo comprende i depositi dello stato di Minas Gerais, mentre il secondo gruppo quelli dello stato di Bahia. Il terzo e il quarto gruppo, negli stati del Mato Grosso e di Goias sono molto meno importanti.
Tipologie di depositi di diamanti e concessioni
Tutti i depositi attualmente conosciuti sono secondari, o di ordine inferiore, e possono essere di tre tipi: "depositi alti", "depositi bassi" e "depositi fluviali".
I depositi alti, situati sugli altopiani da 1200 a 1500 metri di altezza, si sono formati circa un miliardo di anni fa dall'erosione dei giacimenti primari, tuttora sconosciuti. I depositi bassi si sono formati dall'erosione dei depositi di alto livello, mentre l'erosione di quelli bassi ha prodotto i depositi fluviali. Come per i depositi indiani anche in questo caso è necessario cambiare spesso luogo di estrazione a causa dei problemi legati all'erosione. Vengono infatti costantemente intaccate nuove vallate vicine ai fiume mentre le vecchie concessioni minerarie vengono abbandonate.
I depositi primari originali, tuttora sconosciuti, potrebbero essere situati nell'inaccessibile giungla brasiliana. Nel corso di 150 anni di estrazione diamantifera (dal 1725 al 1875), il Brasile ha prodotto più di 16 milioni di carati di diamante grezzo, più di quanto l'India sia riuscita a produrre in più di due millenni. Al giorno d'oggi il brasile produce circa 1,1-1,5% della produzione mondiale; la maggior parte proviene dalla zona di Minas Gerais, con le regioni di Diamantina e Bagagem che producono circa 22.000 carati di diamanti.
Nel 1867, dopo circa 140 anni dalla scoperta dei depositi brasiliani, nell'insediamento inglese di Hopetown nella Provincia del Capo, in Sud Africa, avvenne una scoperta destinata a cambiare il mercato del diamante. Mentre giocava sulle rive del fiume Orange, un bambino trovò un ciottolo trasparente e affascinato da questo nuovo "giocattolo" lo fece vedere ai suoi genitori. Dopo attente analisi da parte di un esperto in mineralogia venne annunciato che era stato scoperto il primo diamante africano a cui venne dato il nome di "Eureka". Poche settimane dopo la sua scoperta l'Eureka fu tagliato in una forma ovale da 10,73 carati e messo in mostra alla fiera di Parigi.
Oggi l'Eureka è di proprietà di un privato. Nei due anni successivi, dopo attente analisi di prospezione, si arrivò alla conclusione che oltre al fiume Orange anche la valle del suo affluente Vaal, conteneva diamanti in giacimenti secondari fluviali. In poco tempo non solo la Provincia del Capo, ma anche il Transvaal e lo Stato Libero dell'Orange cominciarono a produrre diamanti.
Le sorprese però non erano finite; nel 1870 si scoprì che anche l'altopiano compreso tra i fiumi Vaal e Modder conteneva diamanti e poiché questa zona non era un letto di un fiume in secca e i diamanti non si trovavano solo in superficie, si coronava il sogno di geologi e mineralogisti: finalmente era stato scoperto un deposito primario!
Durante gli anni successivi si scoprirono quasi tutti i principali giacimenti primari dell'Africa.